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CONTRIBUTI PERCHÉ LA MONGOLIA È UN OTTIMO MERCATO, SPECIALMENTE IN TEMPI DI CRISI
di Michele De Gasperis - Presidente dell’Associazione per il Commercio Italo-Mongola Le moderne economie sono infatti caratterizzate da informazioni che viaggiano alla velocità di internet, da processi di azione-reazione che fanno sì che ciò che accade in una parte del mondo può avere effetto, in tempo reale, a distanza di migliaia di chilometri. Per questo una crisi di tale portata non risparmia nessuno e colpisce in diversi paesi con diverse caratteristiche e per diversi processi: lavora davvero in maniera virale, come qualcosa che si può arginare ma che difficilmente si può impedire ci colpisca. Per un paese come l’Italia, dove le esportazioni rappresentano il 30% del PIL, diviene dunque fondamentale una riflessione sul significato che questa crisi ha avuto e su quali possano essere le azioni da intraprendere per poterla superare. E diviene altrettanto fondamentale analizzare bene ciò che avviene nel resto mondo e cioè pensare fuori dagli schemi, combattere la paura di innovare, scommettere su un futuro che non potrà essere lo stesso di prima della crisi. È per questo che ASSOCIM, l’Associazione per il Commercio Italo Mongola che presiedo, si sente di dire che la Mongolia è e sarà un ottimo mercato, specialmente in tempi di crisi. La Mongolia cresce a tassi promettenti ormai da circa un decennio. La crisi ha colpito anche la sua economia, non c’è dubbio, ma alcune caratteristiche del sistema hanno permesso di attutirne i colpi più duri. Ne elencherò quattro. La prima è legata ai modelli di consumo che caratterizzano il mondo occidentale. È possibile affermare infatti che le economie occidentali sono oggi basate sul credito cui tutti i soggetti sociali, dalle persone fisiche, alle aziende fino alle Istituzioni, hanno fatto ricorso nel tempo. Se questo da una parte permette di accedere a fonti economiche maggiori in periodi di tempo limitate, dall’altra, se prolungato oltre misura e senza un adeguato controllo, comporta la falsa illusione di poter vivere sopra le proprie possibilità, con tutti i rischi ad esso connessi. In una società come quella mongola questo modello economico non esiste, sia per un percorso culturalmente differente, sia perché - pur crescendo a tassi entusiasmanti - il gap con i modelli occidentali è ancora ben largo (e ciò significa opportunità per chi già opera nei mercati che rimangono comunque il riferimento per i paesi in via di sviluppo). Ciò nonostante, il paese si è da tempo dotato di strumenti economici ed industriali qualificanti per l’accesso al libero mercato, ad oggi il 90% delle imprese è privato e gli investimenti esteri generano il 30% del PIL. La direzione è quella giusta. La seconda osservazione riguarda più da vicino quelle che saranno le possibili vie di uscita dalla crisi. Gli analisti economici sono concordi nell’affermare che tra i settori che traineranno i sistemi economici verso la ripresa ci saranno quello dell’energia e quello delle costruzioni. Il primo riveste importanza a livello economico e geopolitico: la maggior parte dei paesi sta infatti cercando strade alternative al petrolio per potersi garantire un futuro energetico il più possibile autosufficiente e sostenibile. Perché questo accada però occorreranno anni e nel frattempo i paesi che detengono la proprietà delle risorse e della distribuzione dell’energia continueranno ada essere fondamentali. La Mongolia può vantare risorse notevoli ancora in gran parte da utilizzare, sulle quali si sta investendo da tempo e una posizione geografica strategicamente importantissima, a cavallo tra due giganti come la Russia e la Cina. Un discorso a parte merita invece il settore delle costruzioni, che rappresenta da sempre il modo più rapido per rimettere in moto economie sopite, come la storia italiana ha più volte dimostrato. La Mongolia ha scommesso tutto sulla propria crescita infrastrutturale dando l’avvio a progetti di lungo respiro che riguardano l’edilizia residenziale e la costruzione e l’ammodernamento delle infrastrutture di comunicazione. Contemporaneamente si stanno portando avanti ambiziosi progetti legati alla costruzione di infrastrutture necessarie allo sfruttamento delle risorse minerarie di cui il sottosuolo mongolo è ricchissimo. Questi progetti, cui si sommano quelli legati al comparto delle TLC, sono portati avanti direttamente dagli Enti Statali della Mongolia con l’aiuto di molte delle 48 istituzioni sovranazionali ed intergovernative delle quali la Mongolia fa parte, dal Fondo Monetario Internazionale alla Banca Mondiale, dalla Banca per la Ricostruzione e lo Sviluppo alla Asian Development Bank. Il terzo aspetto da esaminare è dato dalle materie prime di cui la Mongolia è estremamente ricca. Le risorse naturali mongole non si esauriscono infatti ai soli minerali o alle fonti energetiche. La Mongolia è infatti ricca di oro, argento, pellami, cuoio, lana e cashmere, tutti materiali utilizzati soprattutto dall’industria legata alle produzioni dei beni di lusso. Molti sono infatti i brand del lusso già presenti in Mongolia, come Luis Vuitton o Ermenegildo Zegna, che hanno recentemente inaugurato punti vendita nella capitale e molti sono i marchi del made in Italy che già utilizzano l’alto livello delle materie prime, come il cachemire, per produrre capi di altissima qualità, come per esempio Brunello Cucinelli. L’ultimo, ma non meno importante aspetto da considerare riguarda direttamente l’export italiano. La Mongolia rappresenta infatti una ottima base logistica per la distribuzione dei prodotti nei mercati cinese e russo. Le normative mongole infatti intendono valorizzare l’ubicazione geografica del paese, facilitando garantendo condizioni ottimali (soprattutto in ambito fiscale) a chi decidesse di stabilire un avamposto per la produzione e la distribuzione delle proprie merci nei mercati asiatici. Le economie asiatiche possono infatti costituire un sicuro approdo per quei beni e per quei servizi che già hanno dimostrato un grande successo nei mercati occidentali più innovativi ma oggi parzialmente saturi. Per questi ed altri motivi la Mongolia rappresenta oggi un paese tutto da scoprire e un luogo nel quale investire. |
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INTERVISTA AD ANTONIO LASPINA, DIRETTORE DELL’UFFICIO ICE DI PECHINO
Quali sono le caratteristiche qualitative e quantitative dell’interscambio di beni e servizi tra Italia e Mongolia?
Prendendo in considerazione i dati provenienti dall’ICE - sistema informativo nazionale per il commercio estero - si può chiaramente stabilire che l’interscambio tra Italia e Mongolia è per lo più concentrato sui prodotti tessili, cuoio e prodotti alimentari. L’Italia importa principalmente dalla Mongolia prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca, seguiti da prodotti tessili, cuoio e prodotti in cuoio (comprese le calzature di qualsiasi materiale), prodotti alimentari, bevande e tabacco, articoli di abbigliamento e pellicce.
Per quanto riguarda le esportazioni la situazione è un po’ diversa. I principali prodotti esportati in Mongolia sono macchine ed apparecchi meccanici, cuoio e prodotti in cuoio (comprese le calzature di qualsiasi materiale), prodotti alimentari, bevande e tabacco, mobili, macchine elettriche ed apparecchiature elettriche e di precisione, prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (esclusi gli articoli in materie plastiche), prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali (compresi i prodotti farmaceutici), autoveicoli, prodotti tessili, articoli di abbigliamento e pellicce, articoli in gomma e in materie plastiche. Dal punto di vista della Cina, che è un osservatorio importante nelle dinamiche dell’area, come viene vissuta l’evoluzione delle opportunità commerciali in Mongolia?
Per quanto attiene alle prospettive commerciali, esse sono strettamente legate allo scenario cinese, atteso che già nel quinquennio precedente l'attuale crisi economica lo sviluppo cinese aveva prodotto un forte effetto di trascinamento per tutte le economie asiatiche.
Nel caso della Mongolia, la contiguità geografica e la complementarietà economica hanno consentito di dissipare gli elementi di contrasto politico che avevano caratterizzati i rapporti sino-mongoli nei decenni precedenti. La Cina, già importante partner commerciale per Ulaanbaatar, si avvia a divenire non solo un fornitore di beni ma anche di capitali - sopratutto nel campo dello sfruttamento delle risorse naturali - grazie anche alla politica di attrazione degli investimenti adottata dalla Mongolia. Considerate le peculiarità e le possibili sinergie tra i due Paesi, quale futuro immagina per i rapporti commerciali ed industriali fra Italia e Mongolia?
Per quanto attiene ai rapporti commerciali con l'Italia, il mutamento che l'apporto di capitali esteri inevitabilmente produrrà in Mongolia è destinato a riverberarsi anche sui rapporti con il nostro paese.
In prima battuta si possono prevedere interessanti opportunità per la meccanica - che è già il principale comparto esportativo (specie meccanotessile) - nell'ambito di un imminente processo di industrializzazione e razionalizzazione produttiva. Nell'arco di 3/4 anni dovrebbero crearsi anche le condizioni per lo sviluppo di un mercato, seppur piccolo, per il Made in Italy. Per le imprese italiane si aprono quindi interessanti opportunità per investimenti diretti non solo nel tradizionale comparto tessile-laniero, ma anche nelle tecnologie energetico-ambientali, nella meccanizzazione agricola e dell'allevamento, nell'urbanistica ed edilizia. È pertanto pensabile che le aziende italiane già operanti in Cina possano espandervi il proprio raggio d'azione. |
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NEWS
ELETTO IL NUOVO PRIMO MINISTRO DEL GOVERNO MONGOLO
Giovedì 29 ottobre 2009, durante una seduta parlamentare presieduta dal Presidente della Mongolia, Tsakhiagin Elbegdorj e dal Primo Ministro uscente Sanjaagiin Bayar, è stato nominato il nuovo Primo Ministro della Mongolia. Sukhbaatariin Batbold, che è stato eletto con il sostegno del 93,9% dei 66 membri del Parlamento, ha dichiarato che continuerà a portare avanti la struttura di governo che il ministro precedente aveva adottato, cercando di fare della Mongolia un paese sano, economicamente sviluppato e con un alto livello d’istruzione.
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VIA AL PROGETTO DI OYU TOLGOI
Il governo della Mongolia ha dato il via libera al progetto di sfruttamento della miniera di Oyu Tolgoi, una delle più grandi al mondo per presenza di oro e rame ancora da sfruttare.
Situata nel deserto del Gobi, a soli 80 km dal confine con la Cina, la miniera darà un grande contributo all’occupazione impiegando direttamente circa cinquemila persone e creando un indotto che darà lavoro, secondo le stime fatte, ad un numero equivalente di persone.
Il premier mongolo uscente, Sanjaagiin Bayar, ha dichiarato che si tratta di “una firma storica che metterà a frutto quelle risorse minerarie che sono parte delle ricchezze ereditate dai nostri antenati”. Il progetto, la cui vita prevista è di 40-50 anni, prevede l’attivazione della produzione nel 2013, il raggiungimento del pieno regime di produzione entro il 2018, anno in cui si arriverà a produrre fino a 450mila tonnellate annue di rame (il 2,5% del totale mondiale) e 330mila once d'oro. La Mongolia, grazie a questo progetto, vedrà salire le entrate minerarie, che rappresentano già il 40% del totale del PIL. Il Ministero delle Risorse stima che l'espansione mineraria porterà il PIL pro-capite dai 1.800 dollari del 2008 a 15mila dollari nel 2015. |
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ERMENEGILDO ZEGNA APPRODA AD ULAANBAATAR
Ermenegildo Zegna, celebre marchio italiano leader nel settore dell’abbigliamento di lusso maschile, è in procinto di aprire un negozio monomarca ad Ulaanbaatar.
I rapporti tra la Mongolia ed il marchio Ermenegildo Zegna risalgono già al 1984 quando Gildo Zegna approdò nel paese asiatico alla ricerca del cashmere più pregiato del mondo. In seguito venne istituito un premio, l’Ermenegildo Zegna Cashmere Trophy, assegnato all’eccellenza nel campo delle fibre naturali che consentì al gruppo di stringere sempre più i rapporti con i produttori locali.
Ora il marchio si appresta ad aprire, entro la fine dell’anno, il primo flagship store progettato dagli architetti dello studio Beretta di Milano che occuperà una superficie di 198 metri quadri al piano terra della Central Tower in Sukhbaatar Square.
L’apertura del negozio monomarca di Ermenegildo Zegna la vocazione commerciale della Mongolia e inserisce la città di Ulaanbaatar nel novero delle città più ambite dalle griffe del lusso. |
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YURTA FOTOVOLTAICA
Il SAIE, Salone Internazionale dell’Edilizia, è stato il palcoscenico d’eccezione che ha visto la presentazione della prima yurta ad impatto ecologico ridotto.
La yurta, la tradizionale abitazione trasportabile utilizzata delle popolazioni nomadi della Mongolia, è stata per la prima volta dotata di moduli fotovoltaici che la rendono autosufficiente sul piano energetico. La yurta fotovoltaica, che ha avuto in Syusy Bladi una madrina d’eccezione, rappresenta, come ha dichiarato l’architetto Mario Cucinella “un primo esempio di industrializzazione edilizia che si basa su un principio di montaggio e smontaggio a secco che dimostra quanto nella tradizione ci siano sempre stati i segni di questo rapporto tra architettura e ambiente”. Il progetto - frutto della collaborazione fra Mitsubishi Electric e due aziende italiane (Carboni Group e Reverberi Enetec) - è composto da una centralina di 3kg ed una batteria da 100Ah, insieme ad un modulo fotovoltaico di ultima generazione da 36 celle nominale pari ad una potenza nominale di 130W che potrebbe garantire l'illuminazione per otto ore consecutive. |
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EUROPE-MONGOLIA INVESTORS’ FORUM
Il 3 dicembre 2009 si terrà a Londra presso la sede della EBRD - European Bank for Reconstruction and Development - lo Europe-Mongolia Investors’ Forum.
Il forum, organizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e del Commercio della Mongolia, con le Agenzie per gli Investimenti e per il Commercio Estero e con l’Ambasciata della Mongolia in Inghilterra si propone diversi obiettivi, tra cui:
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LE OPPORTUNITA'
UNIDO
ASSOCIM ha iniziato una collaborazione con l'UNIDO ITPO Italy (United Nation Industrial Development Organization - Investment and Technology Promotion Office - Italy), un'organizzazione che ha il compito di favorire la cooperazione industriale con le imprese dei Paesi in via di sviluppo, fornendo una serie di servizi nelle diverse fasi di un progetto di investimento, quali la ricerca di partner industriali e l'assistenza tecnica ai progetti industriali individuati.
Di seguito vengono presentate alcune opportunità selezionate dall'UNIDO per gli associati ad ASSOCIM. Per maggiori informazioni è possibile contattare telefonicamente l'Associazione o inviando una mail
-Joint Venture e acquisto di macchinari per la produzione di capi d'abbigliamento in
cashmere (pdf) -Joint Venture per aumentare la capacità di ricezione di un ospedale e nuovi servizi nel campo della chirurgia cardiovascolare (pdf) -Joint Venture per la produzione di materiali per la costruzione (pdf) |
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I BANDI MATERNAL AND CHILD HEALTH RESEARCH CENTER
Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha concesso un prestito alla Mongolia per favorire lo sviluppo del Maternal and Child Health Research Center di Ulaanbaatar. Parte di questo prestito dovrà essere utilizzata per acquistare beni e servizi destinati al miglioramento delle dotazioni tecniche del Maternal and Child Health Research Center.
È stato dunque realizzato un bando, aperto a tutte le imprese o a consorzi di imprese italiane, che riguarda i seguenti settori
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I PROGETTI
ISTITUZIONI VARIE
In allegato è possibile scaricare un file in formato .pdf che riporta una selezione dei progetti attivi in questo momento derivanti dalla collaborazione con Franco Lontani, Console Onorario per l'Italia in Mongolia. Alcuni di essi sono finanziati direttamente dal Governo della Mongolia, altri da organismi internazionali, come la World Bank o la Asian Development Bank. Contattando l'Associazione sarà possibile ottenere tutte le informazioni necessarie. |
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