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SCHEDA PAESE
UN PAESE RICCO DI RISORSE NATURALI
La Mongolia è delimitata a sud dal deserto del Gobi, a nord da grandi foreste e montagne con ghiacciai perenni, mentre la restante parte del territorio (circa il 65%) è costituito da praterie steppose. Il clima è caratterizzato da estati calde e inverni rigidi e può vantare ben 260 giorni di sole l’anno, tanto da essere soprannominata la “Terra dei cieli azzurri”.
Le condizioni geografiche e climatiche favorevoli hanno permesso lo sviluppo dell’allevamento nomade di cavalli, yak, cammelli, pecore, capre e mucche, che, insieme all’indotto derivato (trattamento delle pelli, della lana e del cachemire), costituisce uno dei punti di forza dell’economia mongola.
Negli ultimi anni l’economia, tradizionalmente legata ai settori della pastorizia e dell’agricoltura, è stata sostenuta nella crescita dall’industria estrattiva. Il paese è ricco di minerali (petrolio, carbone, rame, molibdeno, tungsteno, uranio, fosfati, stagno, nickel, zinco, oro, argento, ferro, ecc.) che costituiscono la maggior parte della produzione industriale e degli investimenti diretti esteri.

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UN PAESE RICCO DI GIOVANI RISORSE
La Mongolia, con un’area totale di 1.564.116 km quadrati, è il quinto paese più grande dell’Asia. Ha più di 3 milioni di abitanti (dati 2010) e una densità di circa 2 persone per km quadrato, che pone il paese nell’ultimo posto della graduatoria di densità demografica del mondo.
Dal 1990 a oggi, la Mongolia ha subito una transizione demografica segnata da una drastica riduzione del tasso di fertilità e di mortalità. Il tasso di crescita demografica è passato dal 2,7% del 1990 a una media di 1,17% negli anni dal 2003 al 2008, mentre l’aspettativa di vita è nettamente migliorata grazie ai cambiamenti sociali e ai progressi del settore sanitario.
Il paese ha subito una forte urbanizzazione e il 58% degli abitanti oggi vive nei centri urbani, il principale dei quali è UlaanBaatar, la capitale. La Mongolia è il paese più giovane del mondo: il 69,5% della popolazione ha un’età compresa tra i 15 e i 64 anni e solo il 4% ha un’età superiore ai 65. L’alfabetizzazione, sebbene abbia subito un calo dopo la caduta del socialismo, oggi raggiunge il 97,3%.

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